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BANDIRE LA LINGUA DEL PADRONE: PARLARE ITALIANO PER PENSARE ITALIANO

pubblicato il 02 Maggio 2017

Una cosa sulla quale non riflettiamo abbastanza è che non ci stanno governando con i manganelli ma, assai più semplicemente, con le parole. Parole truccate che, scivolando tra paternalismo e terrorismo, mirano comunque allo stesso fine: l’asservimento.

Basta rileggere Manzoni, cantore del locale come teatro dell’universale, per capire che la trama è vecchia quanto il mondo. Davanti a quel sempliciotto di Renzo, infatti, don Abbondio ricorre al latinorum per incutere confusione, soggezione e infine controllo. Oggi, invece, a funzionare come incantesimo di massa è il tecno-inglese di Wall Street: la lingua del padrone per esprimere la volontà del padrone. Dobbiamo fare il Jobs Act (riforma del lavoro) e la spending review (taglio della spesa) se non vogliamo il downgrade del rating (declassamento del giudizio di affidabilità), l’impennata dello spread (divario tra i buoni del tesoro italiani e tedeschi) o addirittura il default (fallimento)...

Renzo, che non era colto ma neppure fesso, intuì subito che il latinorum di ieri, così come il tecno-inglese di oggi, nascondeva la fregatura. Quali intenzioni volevano coprire lorsignori con tutti quei paroloni che un paese di anziani madrelingua certo non poteva comprendere? Ve lo dico in italiano. Volevano tagliare diritti e redditi dei lavoratori per avere a disposizione manodopera ricattabile e sostituibile; e ci sono riusciti. Volevano cambiare a piacimento i governi instillando nell’opinione pubblica il terrore dei mercati; e ci sono riusciti. Volevano alimentare il debito pubblico (i “successi” dell’austerità parlano chiaro) per ottenere privatizzazioni a prezzi di saldo; e stanno per riuscirci.

Senza il potere ipnotico dell’inglese e di formule esoteriche quali il celochiedeleuropa! la demolizione controllata del lavoro, del diritto, dei beni pubblici e delle idee stesse di Stato nazionale e stato sociale non sarebbe a tal punto. Ci sono tuttavia segnali di risveglio. Il referendum costituzionale ha sconfessato un premier col pallino di scrivere le leggi della Repubblica direttamente in inglese (unica lingua ufficialmente non parlata in Europa) e i sortilegi liberisti sembrano aver smarrito il potere accecante di un tempo.

Per invertire davvero il corso della storia, però, dobbiamo ancora imparare dal Manzoni. Nel tentativo di scampare alla pentola, i capponi di Renzo consumavano le forze residue beccandosi l’un l’altro, come oggi purtroppo accade tra gli ultimi e i penultimi della piramide sociale. Bandire la lingua del mercato dalla politica è perciò il primo morso che, tutti insieme, dovremmo dare alla mano del padrone. Ricominciare a parlare italiano per ricominciare a pensare italiano.
 

A. Montanari

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