Autori / Jean Òre

Jean Òre

Sono Jean Òre, pseudonimo di Gianfranco Orecchioni, nato a Tempio Pausania – in Gallura – il 19 settembre 1984. Nel 2003, per motivi di studio, mi sono trasferito a Milano: qui ho conseguito le lauree in “Ingegneria Civile” al Politecnico con una tesi in Scienza delle Costruzioni e in “Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio” presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca con una tesi in Chimica dell’Atmosfera.
Scrivo poesie, brevi racconti e canzoni. Nell’ottobre del 2015 ho ricevuto il premio della critica per la silloge “Natura, amore e odio” al Premio letterario Internazionale Città di Sassari 2015 VIII Edizione, Sez. Silloge Inedita Premio Beppe Costa. Sono cofondatore – nella primavera del 2016 – del Gruppo culturale Zaum.
“Penso che anche un solo corpo mosso da un moto di buoni principî determinerà una serie di moti spirituali ed etici secondo il comune ordine della natura e questo all’infinito.”

Di questo autore:

Giornata calda e secca: arida, un empireo terso: limpido. In lontananza qualche nuvola bianca svanisce nella lontana estremità, nel luogo in cui combaciano perfettamente terra e cielo. Finitudine. Nel tempo fluente/corrente il volo delicato e silenzioso delle farfalle. Chimica. Nello stesso istante l’atto stridulo persistente/quotidiano/rumoroso delle cicale. Frinire. Entrambi piccoli gesti d’amore. Impulsi/sentimenti complessi da comprendere, forse proprio perché disinteressati: indifferenti alle logiche infeconde, avare e sempre più egoistiche umane

Senza tregua e con ostinata e naturale caparbietà mi chiedo la ragione e l’origine di queste repentine mutazioni sociali: modifiche tecno-genetiche e morfologiche collettive. Mi domando – allora – : quali sarebbero oggi i potenziali benefici di una ulteriore tecnomorfinizzazione-capitalistica dell’uomo? siamo consapevoli come soggetti-pensanti di ciò che quotidianamente adoperiamo? siamo consapevoli come soggetti-pensanti di ciò che ogni giorno abbandoniamo/rigettiamo/rifiutiamo? siamo consapevoli di ciò che quotidianamente sopportiamo/supportiamo? siamo in balia degli eventi o esiste sempre – e senza eccezione – una possibilità, una circostanza che renda possibile una discontinuità dal così-è? possiamo cambiare il mutare degli eventi? siamo realmente liberi di decidere il nostro destino e il