Toobigtofail

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Avete mai realizzato che quando andiamo in banca, anche per la più semplice delle operazioni, siamo “costretti a firmare” una serie pressoché infinita di documenti pieni di clausole scritte con caratteri in miniatura? Queste clausole sono definite come vessatorie, ovvero a sfavore del consumatore, il quale deve accettare le condizioni che gli vengono “imposte”, in quanto parte debole e senza diritto di negoziazione. La legislazione in vigore tutela gli istituti finanziari anziché proteggere la gente comune. Ci spacciano come trasparenza tutte quelle clausole scritte in “legalese” che solo in pochi leggono e quasi nessuno capisce. Se la trasparenza fosse tale ed a protezione del cliente, dovrebbe essere chiara e comprensibile, proprio per il significato intrinseco della parola stessa.

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Personalmente, probabilmente a causa delle mie origini, ho una grandissima passione per le piramidi come monumenti storici ma sono totalmente contrario alle piramidi finanziarie, specie quelle capovolte che, per natura, hanno un equilibrio precario e sono destinate a crollare nel tempo.

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Quanti di noi entrano al casinò con la speranza di vincere malgrado sappiano che a vincere, alla fine, è sempre il banco? L’economia moderna funziona esattamente così, con una semplice, ma netta, differenza: le banche, grazie al sistema monetario in vigore, vincono sempre.

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Too big to fail. E’ così che nell’ambiente finanziario vengono chiamate quelle aziende private, in genere banche d'affari, che sono diventate così grandi da non poter fallire perché la portata del loro eventuale fallimento sarebbe tale da scatenare il panico in borsa e distruggere l’economia. Consapevoli che lo Stato, attraverso i contribuenti, sarà pronto a coprire le loro perdite, i manager delle toobigtofail operano così con ancora maggiore spregiudicatezza, alimentando un sistema che pare ormai troppo complesso per essere cambiato.