Pensare altrimenti

Pensare altrimenti

Vi è un quadro che recentemente ha attirato la mia attenzione. Si intitola “Quarto stato” ed è stato realizzato, con biro bic blu su tela, dall’artista bulgaro Alzek Misheff nel 2009.

Pensare altrimenti

In molti mi chiedono che cosa sia l'Interesse Nazionale. Se sia di destra o di sinistra. Proverò sinteticamente a spiegarlo. Interesse Nazionale unisce valori di destra e idee di sinistra. Valori dimenticati dalla destra e idee abbandonate dalla sinistra. Occorre pensare altrimenti.

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Chiesero una volta a Talete, uno dei sette savi, quale fosse la città migliore. E così rispose Talete, icasticamente: “quella in cui non vi sono uomini troppo ricchi, né troppo poveri”.

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Lo scioglimento dei legami solidali e delle identità solide propri dell’eticità comunitaria è sotto gli occhi di tutti: si pone come un momento fondamentale per la ridefinizione delle individualità in atomi concorrenziali di consumo, in imprenditori di sé e in merci che debbono autovalorizzarsi ponendosi in circolazione nel piano liscio del mercato senza frontiere e senza limitazioni etiche di sorta.

Pensare altrimenti

Solo oggi si compie pienamente quell’ “assenza di patria” (Heimatlosigkeit) dell’uomo moderno, diagnosticata con lungimiranza da Martin Heidegger nella "Lettera sull'umanismo" (1947) in riferimento alla storia dell’essere come suo oblio e solo oggi divenuta realtà in senso pieno: “l’assenza di patria diventa un destino universale” 

Pensare altrimenti

Il globalismo economico ci vuole tutti come il Don Giovanni, figura emblematica del precariato erotico e dell’isolazionismo sentimentale.

Pensare altrimenti

La globalizzazione è, per sua essenza, ideologia del medesimo, espressione di un capitalismo speculativo e autoriflessivo che vuole vedere rispecchiato e riprodotto ovunque sempre e solo se stesso.
In vista di questo orientamento teleologico, esso mira alla soppressione delle differenze e, con esse, delle alternative, di modo che ovunque trionfino quelle che, con Marcuse e Heidegger, potremmo qualificare come l’ “unidimensionalità” e l’ “uniformazione” (Einförmigkeit).

Pensare altrimenti

Nel tempo in cui ogni lettura che non sia allineata è demonizzata (quando non perseguitata) come "fake news" e come "complottismo" - le vie della neolingua sono infinite -, ci pensa puntualmente la realtà a confermare le diagnosi più macabre e le previsioni più cupe.

Pensare altrimenti

Il problema, in fondo, è sempre lo stesso: ci orientiamo con le mappe fintamente neutre che ci vengono fornite dai dominanti. E che sono disegnate apposta per far sì che accettiamo le nostre catene. Il primo gesto della critica sta nel respingere le mappe ai dominanti e nel ricartografare la realtà in altro modo: pensando e sentendo altrimenti.

Pensare altrimenti

V’è un libro famosissimo. Il protagonista è un gigante serio, affidabile, produttivo e industrioso, che si porta appresso un’enorme palla al piede abitata da esseri microscopici, indolenti, pigri, inferiori, pelandroni, inaffidabili. Il libro lo conosciamo tutti, si chiama Storia: con la S maiuscola.