Le parole della politica

Ripartire dal linguaggio per un vero cambiamento.

Le parole della politica

In un tempo di crisi culturale, prima ancora che economica, a pagarne le spese sono soprattutto i giovani i quali sembrano condannati a vivere un eterno presente scandito prevalentemente dal consumo illimitato e da un anestetizzante divertissement. Sfiduciati, si astengono dal voto non credendo nella possibilità del cambiamento e non partecipano alla vita politica, in quanto privi di quel senso di appartenenza che è condizione prima di ogni dovere civico. Spinti ben presto alla competizione e allo sradicamento, difficilmente vengono educati al sentimento di solidarietà umana, né riescono a maturare una qualche visione del bene comune.

Le parole della politica

Premetto che chi scrive è dell’avviso che persino sopra gli altari delle chiese debba starci l’immagine del Cristo risorto piuttosto che quella del Cristo in croce, essendo sempre stata convinta con San Paolo che senza la resurrezione la nostra fede è vana. Quello che dirò pertanto non ha niente a che fare con una difesa fine a se stessa del crocifisso in classe, nelle aule giudiziarie o altrove

Le parole della politica

I dati parlano chiaro, sono sempre di più gli italiani che non vanno a votare. Il voto non è più sentito come un diritto irrinunziabile, né tanto meno come il primo dovere di ogni cittadino. Se democrazia è partecipazione dei cittadini, l’astensione dal voto è un chiaro segno della crisi della partecipazione alla vita politica nel suo insieme.

Le parole della politica

Accoglienza e integrazione, due parole fin troppo usate con le quale siamo chiamati fare i conti ogni giorno. Il tema dei migranti occupa le prime pagine dei più importanti quotidiani e non è possibile ascoltare un notiziario senza sentire parlare delle cd politiche dell’accoglienza o dei vari progetti europei per l’inclusione sociale.

Le parole della politica

A ben vedere la dialettica inclusione-esclusione della cittadinanza non è qualcosa che ha a che fare con i nazionalismi. Non a caso anche lo Stato liberal-democratico risponde a questa dialettica.
Oggi non si fa altro che parlare dell’integrazione come un atto dovuto, un percorso obbligato, ma siamo sicuri che per integrarci abbiamo bisogno di rimuovere le identità culturali e rinunciare alle appartenenze, assecondando le spinte mondialiste verso l’omologazione e l’appiattimento delle varie identità culturali?      

Le parole della politica

Non è facile parlare di Nazione in un tempo in cui la retorica dominante continua incessantemente a ripeterci che le Nazioni non esistono, che sono solo un’invenzione, in un tempo in cui l’esigenza dominante sem

Le parole della politica

Quando si parla di “Interesse” la prima cosa che viene in mente oggi è un concetto che sta al centro dell’economia finanziaria e che è sinonimo di profitto, come i tassi di interesse, il costo del denaro e l’aumento di capitale. Tuttavia