Nazionalpopolarte

La “terza pagina”: arte e cultura.

Nazionalpopolarte

Non è il curriculum che conta in un artista ma la propria cultura, filtrata attraverso l’opera: il suo contenuto spirituale e ribelle, la sua azione rivoluzionaria. L’attualissimo indottrinamento imposto dall’alto, quello del pensiero unico – il cosiddetto condizionamento generale ingiunto a ogni uomo contemporaneo – viaggia e si incunea anche tra gli artisti, i quali a mio avviso dovrebbero esser i più indisciplinati, i veri rivoluzionari, e non al contrario servi del potere.

Nazionalpopolarte

Era il 1945 quando, in una Roma dalle macerie ancora fumanti, Roberto Rossellini batteva il primo ciack di quello che poi sarebbe diventato un pilastro della cinematografia mondiale: “Roma città Aperta”, nasceva in quel momento il Neorealismo, la più importante corrente cinematografica italiana.

Per le strade della Capitale echeggiavano ancora i boati delle bombe americane e i sinistri suoni dei passi delle truppe tedesche. L’aria era pregna di odori di morte, povertà e disperazione.