Humus

Humus è ciò che fa crescere i semi della pianta: sostanza organica viva, nata dalla putrefazione e trasformazione del vecchio che muore.
È un campo fertile che spera, aprendo discussioni e ponendo domande, di nutrire e far germogliare nuove idee.
È l'approccio umile, che invita a risvegliare il senso della parola "umiltà": la capacità di apprezzare l'humus, la terra, e di rimanere con i piedi ben piantati nella realtà.
Consapevole di essere “terrestre”, sta ben ancorato al suolo, conscio della propria materialità; ma non perde l'occasione di levare la testa al cielo, interrogandosi e interrogando.
Humus, quindi, perché i grandi balzi non servono, almeno non in questo momento.
Humus perché l'analisi è purtroppo ancora all'età della pietra e sono infiniti i passi da fare e le cose da capire.
Humus perché per arrivare al vero progresso, occorre ripartire dalla natura, anche da quella umana.
Humus perché per vincere la guerra non serve arruolare generali.

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"È il cuore del Piemonte, quello aspro e severo come solo la montagna sa essere e non è davvero un posto per tutti. È uno di quei posti dove vai solo per due motivi: o per lasciare il rumore del mondo, oppure per combattere". G. Ruotolo


 

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Quello di cui (probabilmente) non parleremo saranno altri temi. Proviamo a tirarne fuori una lista non esaustiva:

D di Diseguaglianza - nonostante la nostra sia l'epoca della diseguaglianza nell'appropriazione di reddito e patrimonio, nonostante l'erosione della classe media (confrontate la S di Stabilità...), in Italia manca un movimento come quello degli Indignados o Occupy Wall Street in grado di fare diventare questo tema una questione centrale. Eppure la L di Lavoro e la R di Reddito sono strettamente

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Non potrete dire che non vi avevamo avvisato. Avvertenza: tenere lontano da militanti politici suscettibili.

Proviamo a fare, attraverso un piccolo gioco, delle previsioni sulle elezioni parlamentari del prossimo marzo. No, non cercheremo di indovinare il vincitore o le percentuali dei partiti. Per quello ci sono già i sondaggisti ed i (talvolta più affidabili) bookmakers (di cui esiste il termine italiano, quasi losco ma legale, "allibratori").

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L'accusa di "populismo" è destinata a rimbalzare, anche in queste imminenti elezioni, da un media all'altro, dalle prime pagine dei giornali alle copertine dei tg, come successo negli ultimi anni? Probabile.

Populismo è oramai una parola buona per tutte le stagioni, utile a definire spregiativamente una serie di movimenti tendenzialmente "anti-sistema", che si richiamano ad un "popolo" contrapposto alle élite. Per dirla con Alberto Bagnai, «è il termine con il quale certi sinistri intellettuali etichettano qualsiasi circostanza nella quale il popolo non fa ciò che loro hanno deciso che faccia».

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Chi ama il politicamente corretto è pregato di voltare pagina (web).
Nell’era di Internet molti cittadini vivono in una personalissima bolla di irrealtà e non sono propensi a mettere in dubbio verità consolidate, specie su argomenti sensibili come l’immigrazione, dove ciascuno coltiva granitiche certezze.

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È strano che laddove nessuno, quando si tratti di curare i propri malanni o sottoporsi a una operazione chirurgica, chiede un onest’uomo, e neppure un onest’uomo filosofo o scienziato, ma tutti chiedono e cercano e si procurano medici e chirurgi, onesti o disonesti che siano

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“Siamo passati dalla cultura della vergogna alla cultura del «vergognaaaaa!» urlato scompostamente in ogni occasione utile. «Vergogna» e «dignità» sono le parole d’ordine di questo momento storico. Urli «vergogna» e reclami «dignità». È un misto di catarsi e autoassoluzione, che punta inevitabilmente verso il nulla”. (S. J.)

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Abbiamo già parlato di quelle balle che ci raccontano le élite che nascono, crescono e prosperano dentro le loro bolle. Cercano di convincerci che il mondo reale sia come loro lo dipingono, anche quando realtà e bolla stridono in maniera evidente.

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Qualcuno sicuramente avrà letto il titolo, storpiandolo, come "l'età delle balle". Il fraintendimento non è solo un gioco di sostituzione di vocali: balle e bolle sono strettamente imparentate.
L'età liquida in cui viviamo ha sostituito ai pesanti concetti del "vecchio '900" idee molto più fluide, mutevoli e instabili; paradossalmente, siamo rimasti appesi a sistemi di credenze sempre più deboli.