Il genio italico

Le scoperte Importanti degli Italiani.

Il genio italico

La coltivazione e l’uso del caffè non sono una scoperta italiana, la culla è in Africa sub-sahariana e in Medio Oriente. Anche l’invenzione del caffè come bevanda non è italiana, già dal 1500 era diffusa in Turchia e ai Turchi va anche il merito di aver pensato di tostare e ridurre in polvere i semi per farne un infusione.
Ma allora perché quando si parla di caffè si pensa subito all’Espresso Italiano? A me verrebbe da dire perché è il più buono, ma siccome non voglio essere di parte esibirò anche qualche ragione storica.

Il genio italico

Ci sono invenzioni che consentono di fare cose nuove, mai fatte, a volte addirittura impensabili e ci sono invenzioni che ci consentono di fare cose vecchie ma ottimizzando i tempi e semplificandoci la vita. C’è l’erronea convinzione che le seconde, che per portata rivoluzionaria sono decisamente inferiori alle prime, siano per questo meno importanti.

Il genio italico

La macchina da scrivere è il caso esemplare di un’invenzione italiana che viene copiata e la cui paternità viene poi attribuita ad altri progettisti d’oltreoceano. Quindi Antonio Meucci non fu il solo a subire la sorte ingiusta del plagio.
Stessa avventura toccò infatti anche ad un avvocato di Novara, Giuseppe Ravizza (1811–1885), il primo a creare una macchina a scrittura visibile precedendo di circa un ventennio ogni altro inventore. Ravizza fortunatamente la brevettò a Torino il 1° settembre 1855 lasciando perciò traccia ufficiale del suo progetto. 

Il genio italico

In un momento storico in cui è essenziale vederci bene e soprattutto avere le lenti giuste per leggere la realtà, ci piace ricordare che gli occhiali sono proprio un’invenzione italiana e che sono ancora un’eccellenza del nostro paese.