Euroinomani

E adesso ridateci indietro la nostra sovranità.

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La sentenza che ha annullato le nomine di cinque professionisti stranieri alla direzione di altrettanti musei nazionali ha gettato nel più cupo sconforto l’intellighenzia europeista, procurando invece a provincialotti irrecuperabili come il sottoscritto intimissime soddisfazioni. Con un solo tratto di penna, infatti, il Tar del Lazio ha capovolto il paradigma liberista, messo in fuorigioco il Governo e ferito nella loro superbia gli opinionisti di regime.

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Io me la ricordo quella sera di febbraio del 2012. Silvio Berlusconi aveva appena ceduto agli incappucciati dello spread, ubriacando di gioia folle di esaltati che si raccolsero intorno a Palazzo Chigi per stappare bottiglie di spumante.

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Diffido del potere, disobbedisco alle mode, non venero il pantheon che ha trasformato Scienza e Tecnica in neo-divinità e a quelli che vengono  elevati a campioni della “ragione” preferisco d'istinto le pecore nere del “torto”.........

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Capita sempre più spesso che le tornate elettorali, in Europa e nel resto del mondo, producano esiti sorprendenti. Tuttavia la Brexit ...

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Una cosa sulla quale non riflettiamo abbastanza è che non ci stanno governando con i manganelli ma, assai più semplicemente, con le parole. Parole truccate che, scivolando tra paternalismo e terrorismo, mirano comunque allo stesso fine: l’asservimento.Basta rileggere Manzoni, cantore del locale come teatro dell’universale, per capire che la trama è vecchia quanto il mondo. Davanti a quel sempliciotto di Renzo, infatti, don Abbondio ricorre al latinorum per incutere confusione, soggezione e infine controllo.

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Quando sette anni fa, con l'amico Gianluigi Paragone, cominciammo a portare in tv l'eresia euroscettica venivamo considerati eccentrici in cerca di un'identità televisiva. Mostravamo imprenditori e lavoratori spazzati via da uno strano tipo di crisi, nata in America come crisi finanziaria del debito privato ma poi scaricata sui debiti pubblici e i sistemi industriali della periferia europea dell'impero globale. E mentre il nostro patrimonio di piccole imprese spariva sotto i colpi di questa diabolica strategia, Bruxelles rispondeva impedendo ai governi nazionali di azionare l'unica leva di contrasto efficace: il ritorno dello Stato in economia.

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Innanzitutto occorre mettere a fuoco un punto. Se oggi vogliamo tornare a parlare di interesse nazionale non è per alimentare un pericoloso principio guerrafondaio, ma al contrario per difendere da morte imminente l’unico principio potenzialmente in grado di garantire pace e giustizia: l’autodeterminazione dei popoli.
La sovranità nazionale, infatti, è il muro di cinta sul quale gli architetti della globalizzazione finanziaria stanno scagliando furiosamente i loro arieti, con lo scopo di penetrare nel cuore della cittadella e depredarne ogni bene.