Pensare altrimenti
Diego Fusaro

Ripartiamo da Aristotele e dalla comunità

di Diego Fusaro

Per il moderno soggetto anticomunitario, vittima dell’“ateismo nel mondo etico” (Hegel) e solerte curatore del proprio interesse individuale nel più irresponsabile sgravio di responsabilità verso il resto del mondo, sembra oggi valere come punto di riferimento valoriale supremo quello a suo tempo sottolineato dallo scozzese David Hume:  un graffio al proprio dito è da considerarsi ben più grave rispetto all’eventuale distruzione del mondo intero.

In una prospettiva siffatta, centrata sull’individualismo acefalo e al ripari da ogni stanza comunitaria e solidale, parole come quelle al centro della "Politica" di Aristotele circa lo spirito comunitario della polis non possono che apparire destituite di ogni fondamento e, forse, nemmeno più comprensibili.

Così nella "Politica" di Aristotele: “La comunità cittadina non è costituita soltanto dall’identità del luogo, dall’astinenza dal danno reciproco e dalla garanzia dei rapporti commerciali, perché, sebbene queste cose siano imprescindibili per l’esistenza della città, tuttavia, anche se si realizzano tutte, non vi è ancora una città, ma questa è la comunità che garantisce la buona vita e alla famiglie e alle stirpi, e ha come fine una vita indipendente e perfetta”.

La prospettiva della "Politica" di Aristotele – che, di fatto, conferisce dignità e pensiero all’intera etica greca e allo spirito del comunitarismo che la caratterizzò – precorre il sistema etico di Hegel, anch’esso centrato sull’elemento comunitario, sulla “koinonia” (comunità), intesa come tale da far prevalere “tò koinòn”, “il comune”, ossia ciò che non è né mio, né tuo, perché è nostro.

Occorre ripartire dalle parole di Aristotele, che suonano come una eco lontana: lì è custodito lo spirito comunitario obliato dalla modernità e dalle sue logiche iperegoiche. Lo spazio della “polis” non coincide con il semplice stare insieme, magari alla stregua di  competitors” e di consumatori, secondo il modello dell’insocievole socievolezza messo a tema da Adamo Smith con l’esempio del birraio e del fornaio. Al contrario, lo spazio comunitario della polis si fonda su un senso di appartenenza tutto da riscoprire: un senso a cagione del quale ci si sente parti di una totalità etica solida e solidale, che è libera nella misura in cui si fa effettiva garante della libertà di tutti e di ciascuno. 

D. Fusaro
Condividi questo articolo su:
Articoli correlati: