Humus

L'età delle bolle

di Aristoteles

Qualcuno sicuramente avrà letto il titolo, storpiandolo, come "l'età delle balle". Il fraintendimento non è solo un gioco di sostituzione di vocali: balle e bolle sono strettamente imparentate.

L'età liquida in cui viviamo ha sostituito ai pesanti concetti del "vecchio '900" idee molto più fluide, mutevoli e instabili; paradossalmente, siamo rimasti appesi a sistemi di credenze sempre più deboli. L'ideologia è viva e vegeta, ma in forme nuove, meno coerenti e solide; inoltre, è diffusa come un tempo: tuttavia, essendo ammessa tendenzialmente una sola ideologia (quella dominante, che solitamente si dichiara "pluralista" o "scientifica"), si proclama l'assenza di ideologie.

Le ideologie però, allo stesso tempo, si stanno rarefacendo, diventano leggere ed instabili; ma non per questo smettono di esistere, né cessano di provocare effetti importanti. Anzi.

Vediamo come si genera questa "insostenibile leggerezza" delle ideologie.

Una notizia, un'opinione, una moda, crescono ad ogni passaggio, gonfiandosi grosso modo come una bolla: pochi opinion makers o social influencers definiscono un ristretto numero di opinioni, stili, informazioni disponibili sul mercato; vecchi e nuovi media (soprattutto i social media) diffondono queste idee come virus, dando ai singoli l'illusione che essi stanno partecipando a determinare qualcosa (che in realtà subiscono o replicano); i followers, cioè la stragrande maggioranza delle persone, si uniformano al messaggio, con spazi limitati di interpretazione.

Dopodiché qualche altro opinion leader, facente parte della cerchia ristretta di chi determina le opinioni altrui, si appropria dell'idea, la gonfia per renderla sua, per ottenere il suo "quarto d'ora di celebrità" (ridotto, oggi, a tre minuti) e innescare un nuovo ciclo. E così via. Una bolla che si gonfia sempre più. Piena zeppa di termini inglesi, oltretutto: ce ne fosse uno in italiano

Funziona così nei media (da cui il termine bolla mediatica). Funziona così in economia.

Si pensi al meccanismo borsistico: pochi attori definiscono gli andamenti dei titoli spostando ingenti masse finanziarie, gli altri seguono il vento finché spira in una certa direzione. Se sono proprio bravissimi, lo anticipano di poco oppure lo seguono con ridotto ritardo, ma non determinano mai in quale direzione soffierà.

Un chiaro esempio è stato lo scoppio della bolla dei subprime, che ha innescato la più grave crisi economica di tutti i tempi (e… sì, ci siamo ancora dentro). I primi mutui ad alto rischio vengono utilizzati da spregiudicati finanziatori, mentre altri attori gradualmente cominciano a battere questa nuova strada. Subito dopo i valori delle case iniziano a crescere vertiginosamente e nuovi mutui con rischio elevato vengono accessi, utilizzando come garanzie immobili il cui valore – si pensa – continuerà sempre a salire. Infine gli speculatori creano un vero e proprio mercato del rischio e della scommessa sul rischio.

Banche e persone hanno continuato ad alimentare questo vortice, dall’interno della bolla. Sei precario o sei un working poor (ancora l'inglese, utile ad evitare l’indecoroso "lavoratore sfruttato") che non può permettersi una casa? Niente paura amico, il capitalismo funziona, ha una soluzione per tutti, anche per te: ecco un mutuo ad alto rischio!

E quando la bolla, al contatto con la realtà, scoppia? Normalmente viene sostituita da un'altra bolla, che si è accresciuta con gli stessi meccanismi. La bolla immobiliare veniva probabilmente dallo scoppio della bolla della new economy e dalla quantità ingente di denaro riversata sui mercati per sostenerli da fine anni '90 ai primi anni 2000. La bolla dei subprime ci ha lasciati con la bolla del debito sovrano, poiché gli Stati che avevano salvato le banche sono stati aggrediti dopo essersi fatti carico dei debiti privati.

All'orizzonte c'è un turbinio di bolle pronte ad esplodere: quella sui prestiti a favore degli studenti universitari negli Stati Uniti ad esempio, oppure il mercato immobiliare cinese. In compenso il mercato azionario – dall'elezione di Trump ad aprile 2017 – ha guadagnato, a livello globale, 7200 miliardi.

Non è un complotto, anche se sicuramente c'è chi è capace di avvantaggiarsi di questi meccanismi. È la natura umana, che – se rimane grezza e non viene incalzata – scivola verso un atteggiamento gregario: pochi leaders e tantissimi followers. Il clima oggi è tuttavia indiscutibilmente favorevole alle bolle, ancor più che in passato. I nuovi media e le nuove tecnologie in genere hanno aperto inedite possibilità per la diffusione virale di bolle, nuove illusioni (l'idea di essere tutti leader, di partecipare a qualcosa di più grande) e hanno accelerato enormemente questi processi (si pensi agli algoritmi che gestiscono somme miliardarie, sui mercati, in modo automatico e quasi istantaneo).

Che siano verità (ufficiali o reali) oppure bufale, poco conta: il meccanismo le trasformerà fatalmente in bolle irrealistiche.

Tra le bolle e le balle allora c'è di mezzo solo una vocale?

La nostra tesi è che i politici, i banchieri, le élite accademiche e professionali "vivano in una bolla", come si dice. E quindi il loro sparare balle sia conseguenza di questa limitatezza, piuttosto che deliberata falsità.

Vivono in mondi chiusi su loro stessi, si frequentano all'interno delle stesse cerchie, seguono sentieri tracciati da qualche autorità del campo (ristretto), e soprattutto non hanno esperienze del mondo reale in cui vive il resto dell’umanità. Parlano addirittura un gergo specifico tipico del gruppo sociale a cui appartengono, talvolta difficile da decifrare per i non facenti parte del clan. Spesso si riproducono tra loro (il che – se guardiamo le conseguenze – è spesso peggio del matrimonio tra consanguinei). In sintesi vedono il mondo deformato dal velo sferico della loro bolla, giudicandolo con quella che una volta si sarebbe chiamata "falsa coscienza necessaria".

Nel 2008 la regina Elisabetta toccò un tasto dolente quando chiese agli economisti come mai non fossero stati capaci di prevedere la crisi, che manifestava in quelle settimane i suoi più esplosivi effetti.

La causa è proprio la bolla (balla?) neoliberale in cui essi vivono, e in cui – purtroppo – ci tengono prigionieri.

Aristoteles
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#Aristoteles #Interesse Nazionale
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