Pensare altrimenti
Diego Fusaro

Insocievolmente socievoli. La profezia di Kant

di Diego Fusaro

Lo scioglimento dei legami solidali e delle identità solide propri dell’eticità comunitaria è sotto gli occhi di tutti: si pone come un momento fondamentale per la ridefinizione delle individualità in atomi concorrenziali di consumo, in imprenditori di sé e in merci che debbono autovalorizzarsi ponendosi in circolazione nel piano liscio del mercato senza frontiere e senza limitazioni etiche di sorta. È lo spirito del nuovo capitalismo assoluto postborghese e postproletario.

Se la comunità è, per sua essenza, lo spazio dinamico di una relazione di riconoscimento tra individui egualmente liberi e solidali, è un momento fondamentale dell’assolutizzazione del capitale il suo annullamento in nome della ridefinizione della società nei termini di un sistema dell’atomistica costruito su misura per monadi senza finestre che non siano quelle dell’insocievole socievolezza libero-scambista.

Il sistema capitalistico assoluto può a giusto titolo essere codificato, con le categorie di Hegel, come il sistema dei bisogni planetario liberatosi dai momenti superstiti dell’eticità (dalla comunità familiare allo Stato, dagli enti pubblici alle “radici etiche”).

Si delinea, così, una forma di società non comunitaria, fondata sulla dipendenza tra atomi concorrenziali e su quella che il Kant dell’Idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico (1784) definì la ungesellige Geselligkeit, l’“insocievole socievolezza”:

“Per antagonismo intendo qui la insocievole socievolezza degli uomini, vale a dire la loro tendenza ad unirsi in società, che tuttavia è congiunta ad una continua resistenza, la quale minaccia continuamente di sciogliere tale società. Nella natura umana c’è con evidenza la disposizione a tutto questo. L’uomo ha un’inclinazione ad associarsi: poiché in tale stato sente in maggiore misura se stesso in quanto uomo, sente cioè lo sviluppo delle sue disposizioni naturali. Ha però anche una forte tendenza ad isolarsi: perché trova in sé allo stesso modo la proprietà insocievole di voler condurre tutto secondo il proprio interesse, e perciò si aspetta resistenza da ogni lato, come sa di sé che egli, a sua volta, è inclinato a far resistenza verso gli altri”

D. Fusaro
Condividi questo articolo su:
Articoli correlati: