L'imprenditoriale
Giuseppe Azzinari

Inno a Milano

di Giuseppe Azzinari

“Amo questa città” l’ho sentito dire a tante persone. Ho sentito addirittura di qualcuno che ha fermato il traffico con le braccia aperte urlandolo a gran voce: Amo questa Città!!!!

In questo periodo -bisogna ammettere-  risulta facile e spontaneo un po’ per tutti sentire questo trasporto.

La città è ordinata, viva, luminosa, con un bel clima. A Milano una volta c’era la nebbia, mentre adesso ci sono le palme, il gelsomino, gli ulivi, se andremo avanti cosi tra un po’ vedremo le bouganville, cresceranno le arance e le palme non saranno più fuori luogo.

Ma è questo il motivo per cui amare Milano?

Anche, ma non solo risponderei.

Allora sarà perché muove l’economia del paese, attraverso settimane dedicate alla moda, al mobile e all’innovazione?

Anche, ma non solo risponderei.

Allora per le bellezze architettoniche, per i musei, per i teatri per la vita culturale?

Anche, ma non solo risponderei.

Allora perché i servizi funzionano, perché si può trovare di tutto, perché c’è tutto il mondo a Milano, perché Milano rappresenta quello che il mondo si immagina di noi italiani?

Anche, ma non solo risponderei.

Allora perché ci sono il Milan e l’Inter che tante gioie e dolori dispensano.

Anche, ma non solo risponderei.

Amo questa città sopra ogni cosa perché ti rende libero. Perché ti chiede innanzitutto cosa sai fare e ti mette subito alla prova, senza domandarsi chi sei o da dove vieni.

Perché considera il talento e la voglia di fare come motore della vita.

Perché non perde e non fa perdere tempo.

Perché accoglie tra le sue braccia chi va incontro alla vita e nello stesso tempo aiuta chi non ha compreso ancora come si fa.

A volte questa accoglienza viene travisata e qualcuno prova ad approfittarsene, si colloca dove non merita, sfrutta il lavoro degli altri, pensa di essere più furbo impegnandosi meno e prendendo più di quanto sia disposto a dare, ma dura poco, la città reagisce e lo allontana in modo discreto senza fare rumore anche se costui, allontanandosi, sbraita ed invoca la freddezza, il razzismo, l’intolleranza della città.

Milano però non si offende, ma soprattutto non si arrende e vuole continuare a rimanere ingenua, a credere sempre e comunque nel prossimo, alla costante ricerca degli uomini e delle donne migliori; questo perché altrimenti invecchia, si abbruttisce, si copre di muschi e di licheni ed invece vuole mantenere vivo, sempre vivo, lo spirito e la freschezza del fanciullo. Così come se fosse sempre la prima volta, la prima ingenua volta di chi si fida e vuole continuarsi a fidare…

Non esiste una città più generosa di Milano ed ancor di più, perché lei non se ne accorge.

Orgogliosamente Milanesi

G. Azzinari
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