Sabrina Corsello

Sabrina Corsello

Laureatasi in Giurisprudenza presso L’Università degli Studi di Palermo, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia politica, presso l’Università degli Studi di Pisa, discutendo una tesi sul pensiero di Hobbes e quello Spinoza, in seguito pubblicata in una collana universitaria, con il titolo “La politica tra natura e artificio: l’antropologia positiva di B. Spinoza”. Master universitario di II livello in “Mediazione familiare e comunitaria” presso dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha approfondito molteplici ambiti di ricerca -  oltre al contrattualismo moderno, le teorie della giustizia contemporanee, l’etica della responsabilità e la democrazia antica e moderna - svolgendo attività didattica e scientifica, con appositi contratti nell’ambito accademico.
Attualmente collabora con il filosofo Diego Fusaro.

Di questo autore:
Le parole della politica

In un tempo di crisi culturale, prima ancora che economica, a pagarne le spese sono soprattutto i giovani i quali sembrano condannati a vivere un eterno presente scandito prevalentemente dal consumo illimitato e da un anestetizzante divertissement. Sfiduciati, si astengono dal voto non credendo nella possibilità del cambiamento e non partecipano alla vita politica, in quanto privi di quel senso di appartenenza che è condizione prima di ogni dovere civico. Spinti ben presto alla competizione e allo sradicamento, difficilmente vengono educati al sentimento di solidarietà umana, né riescono a maturare una qualche visione del bene comune.

Le parole della politica

Premetto che chi scrive è dell’avviso che persino sopra gli altari delle chiese debba starci l’immagine del Cristo risorto piuttosto che quella del Cristo in croce, essendo sempre stata convinta con San Paolo che senza la resurrezione la nostra fede è vana. Quello che dirò pertanto non ha niente a che fare con una difesa fine a se stessa del crocifisso in classe, nelle aule giudiziarie o altrove

Le parole della politica

I dati parlano chiaro, sono sempre di più gli italiani che non vanno a votare. Il voto non è più sentito come un diritto irrinunziabile, né tanto meno come il primo dovere di ogni cittadino. Se democrazia è partecipazione dei cittadini, l’astensione dal voto è un chiaro segno della crisi della partecipazione alla vita politica nel suo insieme.