Corrado Claverini

Orvieto, 1989. E’ dottorando in filosofia. Si occupa della tradizione filosofica italiana, del pensiero utopico e apocalittico, del tema della temporalità e della storicità e della “posterità spirituale” di Gioacchino da Fiore. Ha pubblicato la monografia Utopia concreta. Pensiero utopico e ideologia in Niccolò Machiavelli e Tommaso Campanella (Il Prato, Saonara 2015) e ha curato T. Campanella, Sulla magia (Alboversorio, Milano 2014). È autore di articoli su libri e riviste.

Di questo autore:
Filosoficamente

L’esito dei processi che coinvolsero Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 1600) e Galileo Galilei (Pisa, 1564 – Arcetri, 1642) è noto a tutti: condannati entrambi per eresia, il Nolano fu arso vivo a Campo de’ Fiori, mentre lo scienziato pisano preferì la via dell’abiura.

Filosoficamente

All’inizio della grande tradizione filosofica italiana sta Niccolò Machiavelli (Firenze, 1469 – Firenze, 1527). Nell’autore del Principe (1513), l’attenzione per la concretezza storica tipica della più grande tradizione filosofica italiana – la machiavelliana “verità effettuale” – si accompagna all’ideale

Filosoficamente

Ha senso parlare di una tradizione filosofica specificamente italiana? Oppure si dovrebbe parlare di filosofia tout court senza ricorrere a distinzioni di tipo nazionale, essendo il pensiero per sua stessa natura apolide e senza patria? Non solo parlare di filosofia italiana, piuttosto che francese o tedesca, è legittimo, ma è oggi fondamentale e di vitale importanza.