Aristoteles

“Siccome non c’è Socrates… prendiamo tutto con filosofia”.

Chi si cela dietro Aristoteles? Come indica la "s" finale si è in presenza di un sostantivo plurale, oggi che l'inglese ha tutti piegati al suo dominio. Un collettivo nostalgico dell’unica chiave di lettura che nel novecento abbia veramente fatto centro, ossia la Commedia all’Italiana, oggi purtroppo scomparsa.
O – forse – si tratta di greco e non di inglese: Aristoteles sarebbe dunque uno studioso di pensiero antico, che intende omaggiare il padre della filosofia come sistema di conoscenza dei principi della realtà.
O ancora, potrebbe rappresentare qualche cinefilo che, tramite il nume tutelare della parodia banfiana, ironicamente intende richiamare il compianto dottor Socrates, inventore della "democrazia corinthiana"?
Ai posteri, LARGA sentenza…

Di questo autore:
Humus

“Siamo passati dalla cultura della vergogna alla cultura del «vergognaaaaa!» urlato scompostamente in ogni occasione utile. «Vergogna» e «dignità» sono le parole d’ordine di questo momento storico. Urli «vergogna» e reclami «dignità». È un misto di catarsi e autoassoluzione, che punta inevitabilmente verso il nulla”. (S. J.)

Humus

Abbiamo già parlato di quelle balle che ci raccontano le élite che nascono, crescono e prosperano dentro le loro bolle. Cercano di convincerci che il mondo reale sia come loro lo dipingono, anche quando realtà e bolla stridono in maniera evidente.

Humus

Qualcuno sicuramente avrà letto il titolo, storpiandolo, come "l'età delle balle". Il fraintendimento non è solo un gioco di sostituzione di vocali: balle e bolle sono strettamente imparentate.
L'età liquida in cui viviamo ha sostituito ai pesanti concetti del "vecchio '900" idee molto più fluide, mutevoli e instabili; paradossalmente, siamo rimasti appesi a sistemi di credenze sempre più deboli.